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LA CAMICIA BIANCA SECONDO ME. GIANFRANCO FERRE
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Edizioni Skira, 2014

a cura di Rita Airaghi

GIANFRANCO FERRE’. DISEGNI
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Edizioni Skira, 2010

a cura di Rita Airaghi

Perché un volume sui disegni

Dagli appunti di Gianfranco Ferré: “Disegnare, per me, significa gettare sulla carta un’idea spontanea per poter poi analizzare, controllare, verificare, pulire, riducendo gli elementi di base a linee sintetiche e precise, innestate su diagonali e parallele e racchiuse dentro forme e figure geometriche … da stilista e architetto concepisco la moda come design”. E dalla formazione di architetto Gianfranco Ferré trae il suo metodo, che proprio nel disegno ha il suo fulcro, il suo momento fondante, il suo modo di dare una forma alle idee, concretezza a un’intuizione, “fermare le impressioni e dar loro un abbozzo di consistenza”: il disegno quindi come “necessità e passione insieme, punto d’arrivo nella dimensione della realtà e insieme punto di partenza per un progetto”. Il libro dei disegni di Ferré vuole dunque ricostruire un percorso intellettuale, l’evoluzione di un mondo interiore di ricerca, di lettura, di sintesi culturale e stilistica, che resti come testimonianza e spunto di riflessione: disegno come espressione di libertà e rigore, di creatività e metodo, ma allo stesso tempo strumento di lavoro, esercizio quotidiano, habitus mentale, approccio concreto. Soprattutto, metodo di lavoro. Se, infatti, per Ferré creare un abito significa attuare un processo di costruzione formale attraverso l’elaborazione di semplici forme geometriche in strutture complesse e sviluppate nella tridimensionalità, il primo, necessario, passaggio nel processo di elaborazione è la “definizione” delle forme stesse attraverso un bozzetto. La sua incessante capacità inventiva diventa segno, nelle incredibili silhouette che evocano con pochi tratti decisi a pennarello una figura dinamica, spesso fissata da tracce di matita, da bagliori di luci e d’oro resi anche con la carta stagnola o con uno spolverio di brillantini, o che creano abiti come macchie di colore, come intrecci calligrafici, esplosione di linee, o sintesi di un dettaglio di incredibile resa materica. Colpisce proprio questa peculiarità di Ferré: anche in un’immagine di sintesi si evidenzia sempre la precisione del dettaglio. Tutto il suo universo si condensa dunque in uno schizzo veloce, tracciato per lo più a matita: pochi tratti, precisi e sintetici, una silhouette fissata nei suoi punti essenziali – le spalle, la vita, le gambe – che si allungano sul foglio. Sono solo poche linee, ma è già una figura. L’altra peculiarità di Ferré è la capacità di sintesi. Non un abito immobile sulla gruccia ma vivo, con l’animazione che danno il passo e il movimento. Poche linee che in una fase immediatamente successiva si sviluppano secondo i principi della geometria in un disegno tecnico, nel quale le forme e i particolari dell’abito vengono ridotti e analizzati in termini elementari, le misure e le proporzioni assumono contorni definiti, perché tutto possa essere letto e compreso. Anche da chi, con la moda, ha poca o nessuna confidenza, ma sa apprezzare l’arte del tratto e l’inesauribile capacità creativa di una mente.

Rita Airaghi
Direttore della Fondazione Gianfranco Ferré

GIANFRANCO FERRE’. LEZIONI DI MODA
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Edizioni MarsilioMODE e Fondazione Pitti Discovery

a cura di Maria Luisa Frisa

Il libro Lezioni di moda raccoglie le lecture tenute da Gianfranco Ferré in un arco di tempo che va dal 1994 fino al 2007. L’ultima è il 14 giugno 2007, pochi giorni prima della sua scomparsa.

I testi sono stati raccolti da Rita Airaghi, direttore della Fondazione Gianfranco Ferré, che sta dando ordine, forma e visibilità a un archivio straordinario per la storia della moda italiana.

Il luogo di queste conferenze è il mondo: si svolgono infatti da Londra a Tokyo, da Milano a Istanbul, passando per Shangai, oppure Torino o Firenze. Il pubblico è sempre diverso: formato dagli studenti del Politecnico di Milano o della Central Saint Martin’s di Londra, oppure dal gotha della moda, come in occasione di quella tenuta a Istanbul per una delle Luxury Conference coordinate da Suzy Menkes per l’International Herald Tribune.

Lezioni di moda contiene oltre ai testi, anche le immagini che Gianfranco Ferré faceva proiettare per dare realtà alle sue parole. In questi testi l’architetto della moda, per usare l’etichetta che più spesso è stata usata dalla stampa di tutto il mondo per definirlo, racconta con intelligenza e generosità le sue pratiche creative: in quanto architetto, sa bene cosa vuol dire dare forma a un’idea, a un’intuizione, tracciare uno schizzo sulla carta e trasformarlo in quel disegno tecnico che è poi il cartamodello dal quale nasce l’abito.

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