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Collezioni — Donna / Prêt-à-Porter

Primavera / Estate — 2007

Cartella Stampa

“…Mi sono lasciato irretire da un desiderio di vacanza, di relax e  divertimento. Quel relax tonificante che si potrebbe associare ad una traversata a bordo di un cutter che a vele spiegate solca l’Atlantico verso Punta del Este. O quel divertimento che si può provare in una notte libera e inebriante, illuminata soltanto dai fuochi di una fiesta gitana. Per raccontare questo desiderio, ho giocato con gli opposti. O meglio, ho giocato con valenze tra loro differenti, che nella femminilità di oggi si conciliano senza contraddizioni: sensualità e compostezza, educazione e slancio, energia e dolcezza… Il risultato è una collezione definita da una spiccata attitudine sportiva, ma anche da un accento sull’educazione. Una collezione in cui ho semplificato e ridotto forme e proporzioni, senza per questo rinunciare al dovere delle costruzioni precise, né alla propensione per la magia…”

Gianfranco Ferré

 

 Semplificare e, soprattutto, ridurre. Vale per orli e lunghezze: gli short conquistano la scena, insieme alle gonne più che corte, a tulipano, portate un poco scese sui fianchi e fermate appena dalla cintura lunga e sottile come un lazo. Le gambe guizzano libere. Anche le giacche si riducono: assumono la conformazione di inediti micro-caban,  di spencer e boleri in gabardine di cotone sostenuto. Accrescono il loro volume, scostandosi dal busto e concedendosi maniche gonfie ed importanti. Si portano sulla canotta da atleta in jersey. Rivelano sempre i segni della sartorialità: tagli ineccepibili, finiture uniche, cuciture eseguite a mano. Il nitore formale si riflette nell’essenzialità cromatica. Blu, nero, bianco, sabbia: toni basici e neutri che, accostati tra loro, muovono i capi con grafie ad impatto. Come gli slogan dadaisti ricamati sulle felpe. O come il trompe-l’oeil di stemmi e iconografie rubate ai club di polo argentini che sulle T-shirt diventano decoro, orpello, plus evocativo. Anche le maglie si prestano all’incantesimo del trompe-l’oeil. Cadono a poncho e sono solcate da trecce color corda,  lavorate grosse come nella migliore tradizione marinara e applicate sul tulle.

 Senza stridore, queste vibrazioni di dinamismo si conciliano con un compiacimento  femminilissimo, che induce a rivelare ciò che normalmente è nascosto alla vista. Così, i piccoli abiti da cocktail hanno l’appeal della lingerie.  Sono in raso lucente, stropicciato e vissuto, come se fossero capi d’intimo conservati a lungo in un cassetto. Persino la pelle si presta a questa misurata dichiarazione di malizia: è lavorata come un tessuto, alchemicamente leggera e lucida come il satin da dessous.

Se il giorno è scattante, la sera è danzante. E’ lieve e ammaliante. L’elemento catalizzatore della seduzione è lo scialle flamenco in georgette. Aereo, immancabilmente finito da nappe e frange che oscillano senza posa, si lega attorno ai fianchi per sottolinearne l’ondeggiare ritmato. Oppure si annoda sul seno e intorno alle spalle, per trasformarsi nel più ammiccante dei top con i lembi che pendono sulla schiena. Assemblati tra loro gli scialli diventano gonne, sinuose e fascianti sin quasi al ginocchio, ampie verso l’orlo e allungate a strascico. In un tripudio di leggerezza ed enfasi, si possono intuire righe a contrasto, pois ingigantiti, grafismi decisi stampati sul satin. Come per una propensione al pudore e alla discrezione, queste fantasie sono sempre velate ed attenuate da strati sovrapposti di voile e chiffon plissettati e incrostati di pizzo. In un rimando caleidoscopico di colori si accostano e si oppongono blu notte e marrone denso, rosso e giallo citron, bianco ottico e avorio… Perché, quando cala la sera e la luce si attenua,  è inevitabile che la piacevolezza solare del relax ceda il posto ad una istintiva propensione al languore e alla gioia, al mistero, all’incanto…